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Io vado avanti!

Come si fa a dire che un cibo non piace se non si conosce il suo sapore o se si disconoscono i suoi ingredienti?

Magari l’odore, d’impatto,  può essere sgradevole ma il gusto, poi,  potrebbe confutare il primo giudizio apparente.

Questo è esattamente quello che sta accadendo quotidianamente quando cerco di spiegare i principi su cui si fonda la MMT (Modern Money Theory). Se poi vado oltre, entrando nel merito della crisi economica, cercando di far comprendere che siamo stati letteralmente ingannati per decenni praticamente su tutto, storia, economia, finanza, politica monetaria… ottengo solo volti contratti in una smorfia a metà tra schifo e incredulità (se mi va bene!), altrimenti mi dicono semplicemente che sono fantasie complottiste.

“Ma se i giornali dicono che ci stiamo riprendendo grazie al piano Monti?”, “Ma che dici? Ma i telegiornali non li vedi?” “Ma possibile che ora ve la prendete tutti con la Germania!? Ma se è la forza trainante dell’Europa ed è il nostro orgoglio nel resto del mondo?”

Scommettiamo che ho colto nel segno? Anche a voi capita di sentire questo, vero? (voi=0,2% di persone non lobotomizzate dal sistema)

E’ proprio vero, ciò che Keynes affermava dicendo: “La difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell’evadere dalle idde vecchie, le quali, per coloro che sono stati educati come lo è stata la maggioranza di noi, si ramificano in tutti gli angoli della mente.”

Sicuramente studiare la MMT e la macroeconomia in una chiave moderna è impegnativo, richiede sacrificio, pazienza, applicazione, rigore ma nulla al confronto dell’ardua impresa di sradicare le idee dalla mente della gente. E’ questa la pù grande sfida.

E’ questa la parte più ostica della nostra opera.

La verità è che le persone non vogliono essere informate, non hanno nessuna voglia di stare a sentir parlare di economia, nè tantomeno di mettere in discussione quello che per  loro è assodato, scontato, soprattutto quando si affrontano argomenti tipo “partiti politici”, “politica monetaria”, “lavoro/occupazione”…

Nella migliore delle ipotesi ti rispondono:“E vabbè… che possiamo fare noi? Tanto le cose non cambieranno mai.”

TANTO LE COSE NON CAMBIERANNO MAI…

T A N T O   L E   C O S E   N O N   C A M B I E R A N N O   M A I…

…N    O    N            C    A    M    B    I     E    R    A    N    N    O         M    A    I…

…M             A             I………………

__/\__/\_________/\_____________________________________________

…a questo punto neanche una scarica con il defibrillatore potrà fare qualcosa! Fine.

Vogliamo davvero tirare i remi in barca  dinanzi a questo arrendevole patetico atteggiamento o essere caparbi e dire: NOI CE LA FAREMO! ANCHE CONTRO DI VOI.

Si, perchè davanti a tutta questa gente che preferisce soccombere invece di alzare la testa, preferisce non cambiare invece di fare una rivoluzione economico-culturale, che non vuole vedere la realà per quello che è, che pensa che tutto sommato ce la faremo!…

…ebbene, io penso che di loro non me ne frega assolutamente nulla! Io continuerò nella mia “battaglia” nella piena consapevolezza che sarà una battaglia lunghissima, estenuante, che metterà a dura prova la mia pazienza e la mia forza di volontà… io, noi, quella infinitesima percentuale che la pensa come noi, combatteremo le nostre battaglie con le nostre armi migliori, che sono la conoscenza, la consapevolezza, la dedizione, il rigore, la serietà, la professionlità, l’instancabile fede nei nostri ideali, nei nostri principi, nella ferma convinzione che si, ci può essere un mondo migliore di quello odierno!.

Lo dobbiamo fare non per noi, saremmo degli illusi se pensassimo minimamente di poter vedere un cambiamento ora, oh no no, lo faremo per i nostri figli, per dar loro un futuro privo di sofferenze, lo faremo perchè crediamo che la vera democrazia risiede nei popoli, perchè essi e solo essi sono il vero Stato.

Lo faremo per onorare tutti coloro che più di un secolo fa hanno perso la vita per questo ideale.

Lo faremo pensando ai milioni di bambini che muoiono di fame nei paesi del terzo, quarto, quinto… centesimo stramaledetto mondo.

Se anche noi iniziamo a pensare che “…Tanto le cose non cambieranno mai” siamo già finiti.

Non facciamoci intimorire dai politici o dai saccenti professoroni dalle parole altisonanti…

Dobbiamo resistere ed andare avanti, uniti, disciplinati, caparbi e come dice Paolo Barnard in un suo post:

<<Nell’azione civica/politica, per contrastare il Potere, ecco i passaggi:

– Studiarlo a fondo, per capire chi veramente è (non è la Casta, non è la mafia, non è la Chiesa), che storia ha avuto, fin dove è arrivato, con quali armi si muove, cosa sta pianificando per il futuro.

– Formarci in un esercito di attivisti di ampiezza nazionale. Mettere quindi da parte le differenze che separano i nostri gruppi che formano i Movimenti, cioè rinunciare ai nostri individualismi per un fronte comune, unico, compatto, disciplinato, implacabile di attivisti al lavoro ovunque, sempre, con linee guida universali, sempre le stesse e con metodi in perenne evoluzione.

– Capire che cosa, in questo periodo della Storia, innesca il cambiamento, quale vettore, quale tipo di interazione umana. Individuare queste chiavi di svolta con precisione, così come si isola una molecola benefica.

– Studiare di conseguenza una comunicazione immensamente abile per attirare l’attenzione del mondo della GENTE COMUNE.

– Studiare i metodi per rendere la comunicazione gradevole ma penetrante.

– Diffonderci nei LUOGHI DELLA GENTE COMUNE, implacabili, pazienti, tutto l’anno, per tentare di creare un consenso opposto a quello oggi dominante usando quei metodi attentamente studiati. Essere presenti in modo massiccio nelle scuole e università.

– Sopra ogni altra azione, ci deve essere il tentativo da parte degli attivisti di trovare l’ANTIDOTO alla paralisi della partecipazione dei cittadini alla polis. Se non sapremo sbloccare la cittadinanza paralizzata, inattiva, apatica di fronte a qualsiasi scandalo e persino orrore, abbiamo perso, perché quella paralisi è stata, è, e sarà l’arma finale del Potere.

– Essere molto ben finanziati, cioè cercare e ingaggiare sponsor ‘illuminati’ capaci di vedere il vantaggio di lungo termine di un mondo più giusto. Senza finanziamenti è inutile persino pensare al cambiamento.

– Sapere che è una strada in salita, poiché si tratta di invitare milioni di persone a scelte impopolari, a rinunce, a mutazioni di stili di vita, ma a saper vedere però la CONVENIENZA FINALE di un mondo più in equilibrio. Cioè dirgli: oggi il Sistema ti illude di guadagnare subito dieci ma non ti rendi conto che ti fa perdere mille; noi ti diciamo che ti conviene perdere oggi dieci ma guadagnare mille nel tuo futuro. Questa è la logica di ogni speranza.

Non c’è altra strada. Non c’è.>>

Ed io aggiungo: studiare la Modern Money Theory!

E ora, tutti a lavoro!

Aldo.

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Categorie:Riflessioni
  1. Pietro
    marzo 25, 2012 alle 11:21 pm

    Grande Aldo, sai bene che “Io c’è” !

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