Lezione di macroeconomia sul sistema monetario sovrano

Questa settimana aggiungiamo un nuovo elemento a New Economic Perspective – un corso introduttivo sulla Modern Money Theory. Ogni lunedì pubblicheremo un pezzo relativamente breve, avanzando verso la costruzione di una teoria completa sul modo in cui la moneta “funziona” negli stati sovrani. Raccoglieremo poi commenti fino a mercoledì notte, e pubblicheremo le risposte ai commenti di giovedì. I commenti devono riferirsi direttamente all’articolo della settimana. Poiche stiamo cercando di sviluppare una comprensione della MMT, noi soprattutto incoraggiamo i commentatori a farci sapere dove non siamo stati chiari. Poiché presenteremo il materiale durante il corso dell’anno, a volte dovremo fare appello alla vostra pazienza – chiaramente noi non possiamo presentare la teoria completa tutta in una volta.
Questi blog iniziano dalle basi; nessuna conoscenza pregressa della MMT – o persino di economia – è richiesta. I blog sono sequenziali; ogni blog è basato sui precedenti. I blog saranno a livello teorico, con limitati riferimenti a casi specifici, storie e politiche. Ciò è intenzionale. Un corso introduttivo dovrebbe fornire una visione generale che possa essere calata sulle situazioni nazionali specifiche. Le pagine abituali di NEP continueranno a trattare le problematiche attuali del mondo. Il corso introduttivo rimarrà su di un piano diverso.

Ciò che segue è una veloce introduzione sullo scopo e sul background del corso.

MMT Primer Blog 1

Negli anni recenti si è sviluppato un approccio alla macroeconomia chiamato “modern money theory”. Le componenti della teoria non sono nuove, ma l’integrazione orientata ad una analisi coerente lo è. Il mio primo tentativo di fare una sintesi è stato nel mio libro del 1998, Understanding Modern Money. Quel libro tracciò sia la storia della moneta che la storia del pensiero che ne guidò l’impostazione. Presentò anche la teoria ed esaminò sia le politiche fiscali che monetarie dal punto di vista della “moneta moderna”. Da quella volta sono stati fatti grandi passi avanti nell’applicazione della teoria per lo sviluppo di una comprensione degli aspetti operativi in gioco. Volendo farla semplice, abbiamo scoperto come la moneta “funziona” nell’economia moderna. Le scoperte sono state riportate in un gran numero di pubblicazioni accademiche. Inoltre, la crescita della “blogosfera” ha diffuso le idee largo il mondo. La “Modern money theory” è largamente riconosciuta come una più-o-meno coerente alternativa alle visioni convenzionali. Comunque, gli articoli accademici e i blog brevi non sono la sede appropriata per una introduzione completa all’approccio.
Questo corso cerca di colmare il gap presente tra le presentazioni formali nei giornali accademici e le presentazioni nei blog informali. Comincerà dalle basi per costruire una comprensione ragionevolmente sofisticata.
Inoltre, tratterà esplicitamente un altro gap: il caso delle nazioni in via di sviluppo. L’approccio dell’MMT è stato criticato spesso perché si concentrava troppo sul caso degli Stati Uniti, e molti critici hanno affermato che si può applicare poco o per niente nelle nazioni del mondo che non emettono la valuta di riserva internazionale. A dire il vero, quella critica è superata perchè i teorici della moneta moderna hanno applicato l’approccio a numerose altre nazioni, tra le quali Australia, Canada, Messico, Brasile e Cina. Nonostante questo, buona parte della letteratura si riferisce esplicitamente al caso delle nazioni sviluppate che operano con un tasso di cambio fluttuante. Alcuni sostenitori hanno persino argomentato che la MMT non può essere applicata al regime di cambio a tasso fisso. E c’è stata molta poca applicazione della MMT nelle nazioni sviluppate (molte delle quali adottano tassi di cambio vincolati).

Così questo corso riempie anche quel gap—tratta esplicitamente regimi a tassi di cambio alternativi nonché la situzione delle nazioni in via di sviluppo. In quel senso, è una generalizzazione della modern money theory.

A differenza del mio libro del 1998, questo corso non rivisiterà la storia della moneta o la storia del pensiero. L’esposizione rimarrà soprattutto teorica. Riporterò alcuni esempi, un po’di dati, e qualche discussione sulle operazioni effettive nel mondo reale. Ma la discussione rimarrà in gran parte teorica. La teoria, comunque, non è difficile. E’ costruita a partire da alcune semplici macro identità fino alla macroeconomia di base. E’ disegnata per essere accessibile a chi ha poco background in economia—ci sono già molti critici, perciò il corso intende invece dare un contributo positivo.
Questo aiuta a tenere l’esposizione relativamente breve.
In questo corso esamineremo la teoria macroeconomica che è la base per analizzare l’economia che esiste realmente. Cominciamo con semplice macro contabilità, iniziando dal riconoscere che a livello aggregato la spesa eguaglia l’introito. Poi ci spostiamo ad un visione dei bilanci settoriali mostrando che i deficit di un settore devono essere controbilanciati dai surplus di un altro.
Concludiamo affermando che è necessario assicurare la coerenza di stock e flussi: i deficit si accumulano in debito finanziario, i surplus si accumulano in beni finanziari. Enfatizziamo che tutti questi risultati si possono applicare su ogni nazione perchè conseguono da identità macroeconomiche.
Poi ci spostiamo su una discussione di regimi delle valute—dal tasso di cambio fisso(currency board arrangements e pegs), ai regimi fluttuanti gestiti, e alla fine ai regimi di cambio fluttuanti. Possiamo pensare alle possibilità come ad un continuum, con molte nazioni sviluppate verso la parte dello spettro del regime fluttuante e con molte nazioni in via di sviluppo verso la parte a cambio fisso.
Esamineremo come spende un governo che emette la propria moneta. Prima daremo un’analisi generale che si applica a tutti i regimi monetari, poi mentre ci muoveremo lungo il continuum dei tassi di cambio, discuteremo le limitazioni che questi pongono alle politiche interne. Sarà sostenuto che che il regime a tasso di cambio fluttuante comporta un maggiore spazio per le politiche interne. La tesi è legata al famoso “trilemma” dell’economia aperta –una nazione può scegliere solo due di tre politiche: mantenere un tasso di cambio fisso, mantenere un tasso di interesse fisso, permettere la mobilità dei capitali. Sarà qui sostenuto quindi che una nazione che sceglie un regime di cambio fisso può non essere abile di portare avanti politiche interne dedite a conseguire piena occupazione con robusta crescita economica.
Dopo—molto dopo—mostreremo come l’approccio della “finanza funzionale” di Abba Lerner segua direttamente dalla MMT. Ciò porta ad una discussone sulla politica fiscale—non solo cosa la politca può fare, ma anche cosa la politica dovrebbe fare. Ancora, la discussione sarà generale perchè l’obiettivo principale del Primer è quello di definire della teoria che possa servire come base per la formazione di politche. L’intento di questo Primer non è quello di spingere alcuna particolare agenda politica. Può essere usato altrettanto da fautori dello “stato grande” che da chi preferisce lo “stato piccolo”. Le mie preferenze sono note, ma la MMT è neutrale.
Come menzionato sopra, un’intenzione principale di questo corso è quella di applicare allo studio delle nazioni in via di sviluppo i principi sviluppati dalle recenti ricerche sui bilanci settoriali e l’approccio dal punto di vista della moneta moderna. Il Levy Economics Institute, seguendo il lavoro di Wynne Godley e Hyman Minsky, è stato all’avanguardia nelle ricerche su questi temi, ma il grosso dell’attenzione è stata incentrata sulla situazione delle nazioni sviluppate. Jan Kregel, nel suo lavoro allo UNCTAD, ha usato questo approccio sull’analisi delle economie delle nazioni in via di sviluppo. Levy e altri usarono l’approccio di spingere per l’implementazione di programmi di creazione di lavoro nelle nazioni sviluppate ed in via di sviluppo. Questo corso estenderà quelle analisi, riconoscendo esplicitamente le differenti scelte politiche disponibili alle nazioni con regimi di cambio alternativi.
Alla fine, esploreremo la natura della moneta. Vedremo che la moneta non può essere un bene, piuttosto, deve essere un pagherò. Persino una nazione che opera con uno standard in oro sta in realtà operando con pagherò monetari, sebbene alcuni di questi pagherò siano convertibili a richiesta in un metallo prezioso.
Mostreremo perché le economie monetarie tipicamente operano a capacità ridotta, con risorse disimpegnate compreso il lavoro. Esamineremo anche la natura della fiducia nel credito, che è la ragione per cui alcuni debiti monetari sono più accettabili di altri. Come il mio professore, il tardo e grande Hyman Minsky era solito dire “chiunque può creare moneta, il problema sta nel farla accettare”.
Questa serie di blog in realtà cominciò come uno sforzo per fornire un corso di base in macroeconomia che potesse essere usato dagli analisti dei paesi in via di sviluppo sui loro paesi, come alternativa ai libri di testo macroeconomici che soffrono di una varietà di difetti. L’intento non era di criticare la teoria ortodossa ma piuttosto di dare un contributo positivo che mantenesse la coerenza degli stock e dei flussi riconoscendo nel frattempo le differenza tra regimi di cambio alternativi. Jesus Felipe alla Asian Development Bank mi esortò a mettere assieme una versione che potesse circolare più largamente. Nello stesso tempo, numerosi blogger hanno chiesto a coloro che hanno scritto sulla MMT di offrire una spiegazione concisa dell’approccio. Molti professori ci hanno anche chiesto un libro di testo da usare nelle classi.
Il corso è disegnato per soddisfare almeno alcune di queste richieste, sebbene un testo per l’uso nelle aule dovrà aspettare. Per tenere il progetto gestibile, io non mi inoltrerò profondamente in dettagli operativi. Ciò richiederebbe un’analisi ravvicinata delle procedure specifiche adottate in ogni stato. È stato già fatto su pubblicazioni accademiche per alcune nazioni (come già menzionato, per gli Stati Uniti, Australia, Brasile, con qualche trattazione del Messico e della Cina). Dal momento in cui sto puntando ad un pubblico non specialista, ho intenzione di lasciare questi dettagli fuori dal corso. Ciò che do è una introduzione di base alla MMT che non richieda una gran mole di studi precendenti in economia. Lascerò da parte la matematica e il gergo non necessari. Costruirò a partire da quelli che possiamo chiamare “principi primi” fino ad arrivare ad una teoria sul modo in cui la moneta in realtà “funziona”. Nonostante affrontare una grande varietà di questioni politiche ed eventi attuali sia una tentazione—specialmente dato il disordine finanziario globale di oggi—cercherò di rimanere vicino a questo compito.
Ringrazio il gruppo MMT con cui ho lavorato negli ultimi 20 anni dato che abbiamo sviluppato l’approccio assieme: Warren Mosler, Bill Mitchell, Jan Kregel, Stephanie Kelton, Pavlina Tcherneva, Mat Forstater, Scott Fullwiler, and Eric Tymoigne, come molti studenti passati tra i quali ringrazio Joelle LeClaire, Heather Starzinsky, Daniel Conceicao, Felipe Rezende, Flavia Dantas, Yan Liang, Fadhel Kaboub, Zdravka Todorova, Shakuntala Das, Corinne Pastoret, Mike Murray, Alla Semenova and Yeva Nersisyan. Altri—alcuni dei quali erano inizialmente critici su alcuni aspetti dell’approccio—hanno pure contribuito allo sviluppo della teoria: Charles Goodhart, Marc Lavoie, Mario Seccareccia, Michael Hudson, Alain Parguez, Rob Parenteau, Marshall Auerback, and Jamie Galbraith. Altri collaboratori internazionali, tra i quali Peter Kreisler, Arturo Huerta, Claudio Sardoni, Bernard Vallegeas, and Xinhua Liu mi hanno dato l’occasione di mettere alla prova le idee di fronte al pubblico estero.
Molti blogger hanno aiutato a diffondere il messaggio, tra i quali Edward Harrison, Lambert Strether, Dennis Kelleher, Rebecca Wilder, Yves Smith, Joe Firestone, Mike Norman, Tom Hickey, e le persone di New Economic Perspectives di Kansas City, Lynn Parramore di New Deal 2.0, Huffington Post, e Benzinga che ha pubblicato (e soprattutto, interpretando due ruoli, Bill Mitchell a billyblog!). Tutti questi al CFEPs negli Stati Uniti e al Coffee in Australia ed Europa hanno aiutato a promuovere le idee nell’ultimo decennio. Un grande grazie a tutti.
Basta con i preliminari, la settimana prossima comincieremo con la teoria.

Traduzione a cura di Niccolò Sgaravatti – http://nsgaravatti.blogspot.it

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