Le basi della macro contabilità

In questo blog stiamo per iniziare a costruire le necessarie fondamenta per capire la moneta moderna. Vi preghiamo di pazientare. Potrebbe non essere ancora ovvio perché è importante. Voi però non potete capire il dibattito sul budget del governo (e criticare l’isteria da deficit che ha preso in pugno la nostra nazione, trasversalmente allo spettro politico, da destra a sinistra) senza capire la macrocontabilità basilare. Quindi, siate pazienti e prestate attenzione. Non serviranno né matematica avanzata ne la conoscenza di intricate regole di contabilità. Questa è roba semplice, basilare. È un ramo della logica. Ma è logica estremamente semplice.
Una nota sulla terminologia: una semplice tabella alla fine di questo post definirà alcuni termini che saranno utlizzati per tutto questo corso. Voi potreste voler fare prima riferimento a quella tabella, poi tornare indietro e leggere il blog.

Il bene finanziario di uno è il debito finanziario di un altro. È un principio fondamentale della contabilità che per ogni bene finanziario ci sia un debito finanziario uguale e controbilanciante. Un deposito in conto corrente è un bene finanziario per una famiglia, controbilanciato dal debito (o IOU) della banca. Un titolo del governo o di una società è un attivo per la famiglia, ma rappresenta un debito per l’emittente (il governo o la società). La famiglia ha pure dei debiti, tra i quali prestiti agli studenti, un mutuo sulla casa, o il finanziamento dell’auto. Questi sono tenuti come attivi dai creditori, che possono essere banche o ciascun tipo di istituti finanziari tra i quali fondi pensione, hedge funds, o compagnie assicurative. La ricchezza finanziaria netta di una famiglia è uguale alla somma di tutti i suoi beni finanziari (uguale alla sua ricchezza finanziaria) meno la somma di tutte le sue passività finanziarie (tutti gli IOU denominati in moneta che ha emesso). Se è positiva, ha una ricchezza finanziaria netta positiva.
Ricchezza interna contro ricchezza esterna. Spesso è utile distinguere tra tipi di settori nell’economia. La distinzione più basilare è tra il settore pubblico (che comprende tutti i livelli amministrativi) e il settore privato (che comprende famiglie e aziende). Se noi prendessimo tutti i beni e i debiti finanziari emessi privatamente, è una questione di logica che la somma dei beni finanziari deve eguagliare la somma dei debiti finanziari. In altre parole, se noi considerassimo solo il gli IOU del settore privato la ricchezza finanziaria netta sarebbe zero. Questa è chiamata a volte “ricchezza interna” perchè è “dentro” il settore privato. Perchè il settore privato possa accumulare ricchezza finanziaria netta, questa deve essere nella forma di “ricchezza esterna”, ossia rivendicazioni (claims) finanziarie su un altro settore. Data la nostra divisione basilare tra il settore pubblico e il settore privato, la ricchezza esterna prende la forma di IOU governativi. Il settore privato detiene valuta del governo (compresa le monete metalliche e le banconote) come la gamma completa dei bond governativi (buoni a breve termine, buoni a maturità più lunga) come attivi finanziari netti, parte della sua ricchezza positiva netta.
Una nota sulla ricchezza non finanziaria (beni reali). Il bene finanziario di uno è necessariamente compensato dal debito finanziario di un altro. A livello aggregato, la ricchezza finanziaria netta deve essere uguale a zero. Comunque, i beni reali costituiscono una la ricchezza di qualcuno che non è compensata dal debito di nessun altro, per cui, a livello aggregato la ricchezza netta aggregata è uguale al valore dei beni (non finanziari) reali. Per essere chiari, tu puoi avere comperato un automobile andando in debito. La tua passività finanziaria (il tuo finanziamento dell’auto) è compensata dal bene finanziario tenuto dalla auto loan company. Dal momento in cui il netto di queste è zero, ciò che rimane è il valore del bene reale—l’auto. In buona parte della discussione che segue ci preoccuperemo dei beni finanziari e dei debiti, ma terremo in un angolo della nostra nostra mente che il valore dei beni reali fornisce una ricchezza netta sia a livello individuale che aggregato. Una volta che sottraiamo tutte le passività finanziarie dalla totalità dei beni (reali e finanziari) ci rimangono beni non finanziari reali, o ricchezza netta aggregata.
La ricchezza finanziaria netta privata uguaglia il debito pubblico. I flussi (di entrate o di spese) si accumulano in stock. La accumulazione di attivi finanziari netti da parte del settore privato, durante il corso di un anno, è possibile solo perché la sua spesa durante quel periodo è inferiore alle sue entrate nello stesso periodo. In altre parole, il settore privato ha continuato a risparmiare, e ciò gli ha permesso di accumulare una riserva di ricchezza nella forma di beni finanziari. Nel nostro semplice esempio con solo un settore privato e un settore pubblico, questi beni finanziari sono debiti governativi—moneta del governo e bond del governo. Questi IOU del governo, possono, a loro volta, essere accumulati solo quando il governo spende di più di quello che riceve in forma di entrate fiscali. Questo è deficit del governo, che è il flusso della spesa del governo meno il flusso delle sue entrate fiscali misurati nella moneta di conto lungo un dato periodo (di solito, un anno). Questo deficit si accumula in uno stock di debito governativo—uguale all’accumulazione di ricchezza finanziaria da parte del settore privato nello stesso periodo. Una spiegazione completa del processo della spesa del governo sarà data nelle settimane e nei mesi a venire. Ciò che è necessario capire a questo punto è che gli attivi finanziari netti accumulati dal settore privato sono esattamente uguali ai debiti finanziari netti emessi dal governo nel nostro esempio a-due-settori. Se il governo andasse sempre a in pareggio di bilancio, con la sua spesa esattamente uguale alle sue entrate fiscali, la ricchezza finanziaria netta del settore privato sarebbe zero. Se il governo andasse in continuo surplus di budget (spesa inferiore agli introiti delle tasse), la ricchezza finanziaria netta del settore privato sarebbe negativa. In altre parole, il settore privato sarebbe indebitato con il settore pubblico.
Possiamo formulare un “dilemma” risultante: nel nostro modello a due settori è impossibile che entrambi i settori pubblico e privato vadano in surplus. E se in settore pubblico andasse in surplus, per identità il settore privato andrebbe in deficit. Se il settore pubblico registrasse surplus sufficienti per ritirare tutto il suo debito inevaso, per identità il settore privato registrerebbe deficit equivalenti, riducendo la sua ricchezza finanziaria netta finché non raggiungesse lo zero.

Il debito del resto del mondo è un bene finanziario nazionale. Formare tre settori è un’altra utile divisione: un settore privato nazionale, un settore pubblico nazionale, e un settore “del resto del mondo” che consiste di governi, aziende e famiglie esteri. In questo caso per il settore privato nazionale è possibile accumulare attivi finanziari netti sul resto del mondo anche se il settore pubblico nazionale ha registrato un pareggio di bilancio, con la sua spesa nel periodo esattamente uguale alle sue entrate fiscali. Per finire, più realisticamente, il settore privato nazionale può accumulare ricchezza finanziaria netta sia nella forma di debiti del governo sia nella forma di debiti del resto del mondo. Per il settore privato nazionale è possibile accumulare debito governativo (incrementando la sua ricchezza finanziaria netta) mentre emette debiti al resto del mondo (riducendo la sua ricchezza finanziaria netta). Nella prossima sezione ci spostiamo ad una discussione dettagliata sui bilanci settoriali.

Basi di contabilità settoriale, relazioni con i concetti di stock e di flusso. Continuiamo con la nostra divisione dell’economia in tre settori: un settore privato nazionale (famiglie e aziende), un settore governativo nazionale (che comprende amministrazioni locali, statali o provinciali, e nazionali). Ognuno di questi settori può essere trattato come se avesse un flusso di entrate e un flusso di spese lungo il periodo contabile, il quale considereremo un anno. Non c’è motivo per il quale un settore sia tenuto a bilanciare i suoi flussi di entrata e di spesa ogni anno. Se spende meno delle sue entrate, si dice che è andato in avanzo per un anno, se spende più delle sue entrate, si dice che ha avuto un deficit di bilancio per un anno, pareggio di bilancio indica che l’entrata è stata uguale alla spesa lungo l’anno.
Sarà chiaro dalla discussione sopra che l’avanzo di bilancio coincide con un flusso di risparmio e porta ad un’accumulazione netta di beni finanziari. Allo stesso modo, un deficit di bilancio riduce la ricchezza finanziaria netta. Il settore che va in deficit deve o usare i suoi beni finanziari che sono stati accumulati negli anni precedenti (quando sono stati registrati surplus) o deve emettere nuovi IOU per compensare i suoi deficit. Diciamo, nel parlare comune, che esso “paga per” la sua spesa a deficit scambiando i suoi beni per depositi bancari spendibili (si dice “dis-saving”, “de-risparmiare”) o esso emette debito (“va in prestito”) per ottenere depositi bancari spendibili. Una volta che ha esaurito la ricchezza accumulata, non ha altra scelta che incrementare il suo indebitamento ogni anno che registra un deficit di bilancio. D’altro canto, un settore che registra un avanzo di bilancio sarà in accumulo di attivi finanziari netti. Questo surplus prenderà la forma di reclami finanziari in almeno uno degli altri settori.

Un’altra nota sui beni reali. Sorge una domanda: che succede se uno usa i risparmi (un surplus di bilancio) per acquistare beni reali anziché accumulare attivi finanziari netti? In questo caso, i beni finanziari si sono semplicemente trasferiti a qualcun altro. Per esempio, se tu spendi meno delle tue entrate, puoi accumulare depositi nel tuo conto corrente. Se decidi che tu non vuoi tenere i tuoi risparmi nella forma di depositi sul contro corrente, puoi firmare un assegno per comperare—diciamo—un dipinto, un’auto antica, una collezione di francobolli, beni immobili, una macchina, o persino un’azienda. Puoi convertire un bene finanziario in un bene reale. Comunque, il venditore ha fatto la transazione opposta e ora tiene il bene finanziario. Il punto è che se il settore privato preso al completo registra un surplus di bilancio, qualcuno starà accumulando attivi finanziari netti (rivendicazioni su un altro settore), sebbene le attività all’interno del settore privato possono spostare questi attivi finanziari netti da una “tasca” ad un’altra.
Conclusione: il deficit di un settore equivale al surplus di un altro: Tutto questo ci porta all’importante principio contabile che, se noi sommiamo i deficit registrati da uno o più settori, questi devono eguagliare i surplus registrati dall’altro settore/i. In seguito al lavoro pionieristico di Wynne Godley, possiamo enunciare il principio nella forma di una semplice identità:

Bilancio Privato Nazionale + Bilancio Governativo Nazionale + Bilancio Estero = 0
Per esempio, ipotizziamo che il settore estero registri un pareggio di bilancio (nella identità soprastante, il bilancio dell’estero è zero). Ipotizziamo poi che le entrate del settore privato nazionale siano $100 miliardi mentre la sua spesa sia di $90 miliardi, per un surplus di bilancio di $10 miliardi lungo l’anno. Quindi, per identità, il deficit di bilancio del settore governativo nazionale per quell’anno è uguale a $10 miliardi. Dalla discussione di sopra, noi sappiamo che il settore privato nazionale accumulerà $10 miliardi di ricchezza finanziaria netta lungo l’anno, costituita da $10 miliardi di debiti del settore pubblico.
Per fare un altro esempio, ipotizziamo che il settore estero spenda meno delle sue entrate, con un surplus di bilancio di $20 miliardi. Allo stesso tempo, il settore pubblico nazionale spenda anche esso meno delle sue entrate, registrando un surplus di bilancio di $10 miliardi. Dalla nostra identità contabile, noi sappiamo che lungo lo stesso periodo il settore privato nazionale deve avere registrato un deficit di bilancio di $30 miliardi ($20 miliardi più $10 miliardi). Nello stesso tempo, la sua ricchezza finanziaria netta sarà scesa di $30 miliardi in quanto ha venduto beni e ha emesso debiti. Nel frattempo, il settore governativo pubblico avrà incrementato la sua ricchezza finanziaria netta di $10 miliardi (riducendo il suo debito inevaso o aumentando le sue rivendicazioni sugli altri settori), e il settore estero avrà aumentato la sua posizione finanziaria netta di $20 miliardi (sempre riducendo il debito inevaso o aumentando le sue rivendicazioni sugli altri settori).

È evidente che se un settore sta per registrare un avanzo di bilancio, almeno un altro settore deve registrare un deficit di bilancio. In termini di variabili di stock, perché un settore possa accumulare ricchezza finanziaria netta, almeno un settore deve aumentare il suo indebitamento per lo stesso importo. É impossibile accumulare ricchezza finanziaria netta per tutti i settori attraverso l’avanzo di bilancio. Possiamo formulare un altro “dilemma”: se uno dei tre settore va in surplus, almeno un altro deve andare in deficit.
Non conta quanto duramente ci possiamo provare, con possiamo andare tutti in surplus. È un po’ come quei bambini del Lago Wobegone che si suppone siano sopra la media. Per ogni bambino sopra la media ce ne deve essere uno sotto la media. E per ogni deficit ci deve essere un surplus.

Nota sui temini. Durante tutto questo corso adotteremo le seguenti definizioni e convenzioni:

La parola “moneta” si riferirà ad una unità di conto generale e rappresentativa. Non useremo la parola per designare nessuna “cosa” specifica—per esempio monete o banconote

Le “cose” monetarie saranno identificate specificatamente: una moneta,
una banconota, un deposito a vista. Alcune di queste possono essere toccate (banconote), altre sono registrazioni elettroniche negli stati patrimoniali (depositi a vista, riserve bancarie). Quindi “cose monetarie” è semplicemente un modo veloce per dire “IOU denominati in moneta”.

Una specifica moneta di conto nazionale sarà designata con una lettera maiuscola: Dollari Usa, Yen Giapponesi, Yuan Cinesi, Sterline Inglesi, Euro EMU.

La parola valuta è usata per indicare monete, banconote e riserve emesse dallo Stato (sia dal tesoro che dalla banca centrale). Quando si designerà uno specifico tesoro o i suoi bond, la parola avrà la prima letta maiuscola: Tesoro USA, Bond del Tesoro USA.

Attivi finanziari netti sono uguali ai beni finanziari totali meno i debiti finanziari totali. Non è lo stesso di ricchezza netta (o valore netto)

Un IOU (I Owe You, “Io ti devo”) è un debito finanziario, una passività o un’obbligazione da pagare, denominati in una moneta di conto. E’ un bene finanziario del proprietario. Può esserci un’evidenza fisica dell’IOU(per esempio, scritto in carta, impresso in una moneta) o può essere registrato elettronicamente ( per esempio, nello stato patrimoniale di una banca)

Traduzione a cura di Niccolò Sgaravatti – http://nsgaravatti.blogspot.it

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